La Società Industriale ha “fame di energia.”

“La crisi energetica” accompagna la società post-industriale da sempre.

Il “black-out” per mancanza di energia è lo spauracchio che, immancabilmente, ogni anno, ci viene proposto (e imposto) dai Media.

E’ risaputo che l’ENERGIA è la condizione indispensabile del movimento e della vita.

E’ innegabile, il progresso tecnologico ha migliorato, in generale, le condizioni di vita dell’Uomo.

La Scienza e la Medicina hanno allungato l’età media dei popoli industrializzati, ciò malgrado l’Energia Vitale Individuale ( E.V.I. ) è diminuita. Gli Uomini, simili a robot, sfruttati al massimo delle loro possibilità, hanno bisogno di sempre maggiore energia per poter ottemperare ai compiti che la quotidianità impone. Paradossalmente, più la Società progredisce, più le persone che la costituiscono sono stressate. STRESS! Chi non ne è mai stato colpito, nella Società industrializzata, scagli la prima pietra!

Oggi la regola vigente è: (+ progresso)  = (+ stress).

E’ lo stesso che dire: (+ progresso)  =  ( – Energia Vitale Individuale).

Il paradigma della Società Industrializzata è: ( + cose ) = ( + felicità e benessere )

E’ evidente che questo paradigma non crea Felicità e Benessere ( in senso lato) ma, al contrario, Malessere. La prova di ciò l’abbiamo quotidianamente ascoltando il telegiornale: corruzione, delinquenza, bullismo, prostituzione, droga, depressione, malattie, degrado sociale e del territorio, delitti e assassini e, dulcis in fundo, guerre sparse su tutto il Pianeta, sono le notizie che “alimentano” la nostra vita. Questi “alimenti”,è ovvio, non ci fanno star bene, tanto meno ci rendono felici.

I “ritrovati” e i”rimedi” della Società industrializzata ( conto in banca, auto, casa propria, vacanze, alimentazione, sport, medicina, lavoro garantito, divertimenti, etc.) comunque, alla fine, non danno la Felicità e non accrescono l’E.V.I..      Quest’ultima, secondo me, è l’unico elemento a determinare la “Gioia di Vivere”. Prova ne è il fatto che i bambini, di qualsiasi cultura, latitudine, razza e ceto sociale, appunto perché non ancora stressati, hanno una grande E.V.I. e, di conseguenza, una grande “Gioia di Vivere”.                 

Alla luce dei fatti, se la Società Globalizzata, col suo paradigma, non ha prodotto nell’Uomo la “Gioia di Vivere”, vuol dire che bisogna cercare altre strade che conducano alla felicità e al Benessere.

Il nuovo paradigma potrebbe essere: “ accrescere l’Energia Vitale Individuale per accrescere la propria “gioia di vivere”.

Tante persone “gioiose di vivere”potranno essere le “cellule nuove”di una Società, una Collettività, una Umanità “gioiosa di vivere,”pacifica e felice.

L’Uomo della Società industrializzata è stato abituato ad attendere che l’AUTORITA’( Stato, Religione, Legge e Istituzioni) gli fornisca i mezzi per la propria auto-realizzazione.

Per attuare il nuovo paradigma occorre cambiare quest’ottica della vita.

Il nuovo paradigma dovrebbe essere: mi prendo la responsabilità della mia vita e faccio per la mia gioia e la mia felicità!

Come attuare, nel concreto, questo cambio di paradigma nella propria vita?

Per mia esperienza,la chiave del cambiamento è:” VIVERE LA QUOTIDIANITA,’ CONNESSI CON LA PROPRIA MISSIONE PERSONALE, NELL’OTTICA DI UNA VISIONE EVOLUTIVA INDIVIDUALE.

Il “mezzo o strumento”  che io ho usato è REIKI.

Un Seminario di REIKI è ciò che Vi propongo con questa lettera.